L’agriturismo

 

INTRODUZIONE

L’Azienda Agricola appartiene alla famiglia da almeno 4 generazioni come testimoniano 2 antiche pietre che erano parte del muro della vecchia stalla, datate 1776 e 1860. Quest’ultima ricorda la trasformazione della stalla in abitazione e cantina per la lavorazione del vino.

Intorno allo stabile si ammirano i vigneti, alcuni dei quali sono centenari e i nostri avi li coltivavano sui “suri”, terreni ripidi esposti al sole per tutta la giornata, motivo per cui l’uva è di eccezionale qualità, anche se per ottenerla occorre un arduo lavoro fatto ancora oggi solo manualmente. Attualmente si produce solo Moscato.

Nel 2001 data la posizione dell’azienda, si è deciso di portare un’ulteriore modifica allo stabile e creare così un agriturismo.

A questo nuovo cambiamento si è voluto dare un nome che simboleggia la struttura, cioè “il crutin” ( in italiano “grotta” ) che è parte integrante dell’edificio. La particolarità: raccoglie acqua di sorgente.

Attualmente l’Agriturismo è a gestione famigliare, in particolare da Marinella e Simona.

 

Crutin

 

 

CULTURA

Trovandosi nel nostro piccolo paese con poco più di 5.000 abitanti nella Langa Piemontese e in provincia di Cuneo è impossibile non parlare di Cesare Pavese.

Lo scrittore è nato il 9 settembre 1908 proprio a Santo Stefano Belbo, dove il padre, cancelliere del tribunale di Torino, possedeva un podere. La famiglia ben presto si trasferisce a Torino, anche se le colline del suo paese natio rimarranno sempre nel cuore e nella mente dello scrittore. Il padre muore quasi subito e questo inciderà sull’indole di Cesare, già di per sè scontroso ed introverso, ragazzo timido e amante dei libri, della natura, sempre pronto a isolarsi dagli altri.

Davide Lajolo, suo grande amico, in un suo libro intitolato “Il vizio assurdo”, tende a evidenziare 2 elementi fondamentali:

-la morte del padre e il conseguente irrigidirsi della madre che attuerà un sistema educativo asciutto e aspro e

-il vizio assurdo, la vocazione suicida.

Ritroviamo infatti sempre un accenno alla mania suicida in tutte le lettere del periodo liceale.

Studia nell’Istituto Sociale dei Gesuiti e nel Ginnasio Moderno, quindi passa al Liceo D’Azeglio dove sarà attratto dal professore Augusto Monti e dai giovani che lo seguono e non dalla vita politica. Cesare trova gusto nelle discussioni, si trova a suo agio nelle trattorie, con gli operai, i venditori ambulanti, la gente qualunque, e molti di questi saranno un giorno protagonisti  dei suo romanzi.

Ha la sensazione di essere rinato e negli ultimi anni di Università, nella sua vita entra la donna che sarà la donna della sua anima, “la donna dalla voce rauca”.
Nel 1931 muore la madre, pochi mesi dopo la laurea, e questo sarà per lui un altro duro colpo. Rimasto solo si trasferisce a casa della sorella Maria, presso la quale resterà fino alla morte.

Negli anni a seguire escono le sue opere tra cui:

-Lavorare stanca

-Il carcere

-Paesi tuoi

-La casa in collina-

-Dialoghi con Leucò.

Negli ultimi anni della sua vita, a Roma, Cesare conosce una giovane attrice, Constance Dawling ed è di nuovo l’amore. La donna forse con una sincea ammirazione per un uomo ormai famoso e noto, ricco di intelletto e capace di una forte emotività, accende ancora una volta Cesare per poi abbandonarlo tornando in America.

A quell’abbandono Pavese scrive ” Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…”

Scrive altri libri come “La luna e i falò”, considerato il suo miglior racconto, ma la solitudine, la stanchezza  e la perfetta lucidità lo portano a togliersi la vita in una stanza dell’albergo Roma a Torino, ingoiando una forte dose di barbiturici.

Pavese muore all’età di 42 anni il 27 agosto 1950 lasciando solo un’annotazione: ” Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi.”

PRODOTTI TIPICI

-Il Moscato d’Asti è un vino DOCG la cui produzione è consentita nelle province di Alessandria, Cuneo e Asti. Di colre paglierino, giallo più o meno intenso e di limpidezza brillante, dal sapore dolce e aromatico, talvolta può essere anche vivace, consigliato abbinarlo a dolci in genere.

-Il Piemonte vanta un’antica tradizione di pasticceria come Il Torrone, la Torta di Nocciole o il Bunet, tutti contengono la squisita

-Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, qualitativamente supeiore a tutte le altre, è un gioiello della tradizione piemontese. La qualità è dovuta all’ambiente in cui viene prodotta e alla crescita a cespuglio.

– Abbiamo poi i primi tipici delle Langhe, i Tajarin, tagliatelle all’uovo molto sottili, o la pasta ripiena, i Raviolini al plin. Plin in dialetto significa pizzicotto, così si chiude infatti la sfoglia della pasta fra un raviolo e l’altro.

-Come non nominare il Tartufo Bianco d’Alba considerato il tartufo per antonamasia. Vive in simbiosi con quercie, tigli, salici e pioppi e raramente si trova in concomitanza con altri tartufi. Il tartufo bianco, per nascere e svilupparsi ha bisogno di terreni particolari: il suolo deve essere soffice eumido per la maggior parte dell’anno, deve essere ricco di calcio e con una buona circolazione di aria. La raccolta è da settembre a dicembre.